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Insegnamento e apprendimento nell'istruzione secondaria inferiore generale
Italy

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5.Istruzione secondaria e post-secondaria non terziaria

5.2Insegnamento e apprendimento nell'istruzione secondaria inferiore generale

Last update: 17 February 2026

Curricolo, materie e numero di ore

Documenti di riferimento

Nella scuola italiana, il curricolo è definito attraverso indicazioni nazionali che forniscono alle scuole un quadro di riferimento al quale devono attenersi nella elaborazione del proprio curricolo, definendo gli obiettivi generali e gli obiettivi specifici di apprendimento, le materie obbligatorie e i relativi orari per i vari livelli di istruzione. 

Le indicazioni sono redatte da team di esperti interni ed esterni al Ministero dell'istruzione, con il coinvolgimento dei soggetti interessati del settore. Le scuole adattano le indicazioni ai propri bisogni educativi e didattici e creano il loro proprio curricolo che riflette così il contesto nel quale operano. Il curricolo scolastico è parte integrante del Piano triennale dell'offerta formativa (PTOF) che costituisce il documento con il quale ogni scuola descrive la sua identità culturale e di pianificazione, così come i propri progetti curricolari, extra-curricolari, educativi e organizzativi.

A livello di scuola primaria, i documenti di riferimento per il curricolo sono:

Una nuova edizione delle Indicazioni nazionali sarà applicata nelle scuole dall’a.s. 2026/2027.

In base alle attuali Indicazioni nazionali, la scuola ha la finalità generale dello sviluppo armonico e integrale della persona, all’interno dei principi della Costituzione italiana e della tradizione culturale europea, nella promozione della conoscenza e nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità individuali, con il coinvolgimento attivo degli studenti e delle famiglie. Finalità specifica della scuola secondaria di primo grado è l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base. 

Per ogni disciplina le Indicazioni nazionali fissano i traguardi per lo sviluppo delle competenze da raggiungere al termine della scuola secondaria di primo grado. I traguardi hanno carattere prescrittivo, ossia devono essere tenuti presenti dalla scuola nella elaborazione del proprio curricolo scolastico. Inoltre, stabiliscono gli obiettivi di apprendimento, che individuano conoscenze e abilità ritenute indispensabili al fine di raggiungere i traguardi.

Il documento 'Indicazioni nazionali e nuovi scenari' parte da aspetti già presenti nelle Indicazioni nazionali del 2012 e ne fornisce una lettura rinnovata alla luce delle competenze di cittadinanza e sostenibilità che coinvolgono tutte le aree disciplinari.

Il curricolo per il percorso musicale è incluso in specifiche linee guida sviluppate in linea con le Indicazioni nazionali per il curricolo. Tali linee guida specifiche identificano gli obiettivi di sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento comuni a tutti gli strumenti e quelli specifici per le cinque famiglie di strumenti: strumenti ad arco, strumenti a fiato, strumenti a percussione, strumenti a tastiera, strumenti a corde pizzicate (Decreto Interministeriale 176/2022).

Nel 2023 il Ministero dell’istruzione e del merito ha pubblicato le Linee guida per le discipline STEM che si applicano a tutti i livelli del sistema di istruzione. Per quanto riguarda il primo ciclo di istruzione le Linee guida forniscono suggerimenti sull’insegnamento delle discipline STEM in modo interconnesso, per far acquisire agli alunni le conoscenze e competenze e raggiungere i traguardi previsti dalle Indicazioni nazionali per il curricolo. Tali suggerimenti vanno dall’insegnare attraverso l’esperienza, a utilizzare la tecnologia in modo critico e creativo, favorire la didattica inclusiva, promuovere la creatività e la curiosità, sviluppare l’autonomia degli alunni e utilizzare attività laboratoriali. (Fonte: Linee guida per le discipline STEM).

Materie e numero di ore

Le discipline insegnate nei 3 anni di scuola secondaria di primo grado sono: italiano, inglese, una seconda lingua comunitaria, storia, geografia, matematica, scienze, tecnologia, musica, arte e immagine, educazione fisica, educazione civica e religione cattolica/materia alternativa.

Inglese è una materia obbligatoria in tutti e tre gli anni della scuola secondaria di primo grado (DPR 89/2009). L’orario di insegnamento per l’inglese è di tre ore settimanali. In base alle Indicazioni nazionali per il curricolo, al termine di questo ciclo di studi gli alunni dovrebbero aver raggiunto un livello di conoscenza della lingua inglese pari al livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER). Gli insegnanti sono specialisti. 

La seconda lingua straniera può essere il francese, il tedesco o lo spagnolo. La decisione su quale seconda lingua straniera offrire viene presa a livello scolastico. Una scuola può teoricamente offrire una, due o tutte e tre le lingue straniere; tuttavia, in una classe viene insegnata solo una lingua. La seconda lingua straniera ha un orario di due ore settimanali.  

A richiesta delle famiglie, e compatibilmente con l'organico della singola scuola, è possibile destinare all'insegnamento della lingua inglese 5 ore complessive settimanali, utilizzando, oltre alle 3 ore previste dall'orario, le 2 ore settimanali dedicate all'insegnamento della seconda lingua straniera. Queste ultime possono essere utilizzate anche per l'insegnamento dell'italiano come lingua seconda per gli alunni stranieri.

Nelle aree in cui sono presenti le dodici lingue minoritarie, le scuole stabiliscono autonomamente le modalità di insegnamento della lingua e della cultura di riferimento, in base alle richieste delle famiglie. Le scuole possono anche utilizzare la lingua minoritaria come lingua di insegnamento insieme all'italiano (legge 482/1999).

Educazione civica è stata introdotta dal 2020/2021 (legge 92/2019) come materia obbligatoria e ha sostituito la precedente 'Cittadinanza e Costituzione'. I contenuti della materia sono organizzati secondo tre pilastri principali:

  • Costituzione italiana (principi generali, organizzazione dello Stato e degli enti territoriali, simboli delle istituzioni italiane e comunitarie, studio delle leggi generali e del significato di legalità, ecc.);
  • Sviluppo economico e sostenibilità (valorizzazione del lavoro e dell'imprenditorialità, tutela dell'ambiente e del patrimonio, educazione alla salute, rispetto degli animali, ecc.);
  • Cittadinanza digitale (uso responsabile degli strumenti tecnologici, sensibilizzazione verso i rischi, contrasto al linguaggio dell'odio, ecc.). Per tutto il primo ciclo di istruzione è vietato l’uso in classe degli smartphone, sia per scopi personali che didattici.

Il Ministero ha fornito alle scuole specifiche “Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica” (allegate al DM 183/2024). L'educazione civica ha un orario specifico di almeno 33 ore l’anno e il suo insegnamento deve coinvolgere tutte le altre materie curricolari senza aumentare l'orario complessivo settimanale e annuale. Nonostante il suo insegnamento sia cross-curricolare, l'educazione civica è valutata come materia a sé stante.

Le scuole devono prevedere l’insegnamento della religione cattolica che, tuttavia, è materia opzionale per gli alunni. Le famiglie effettuano la loro scelta il primo anno della scuola primaria per l'intero primo ciclo di istruzione e possono modificarla in qualsiasi momento prima dell'inizio di un nuovo anno scolastico. Gli obiettivi specifici di apprendimento per la religione cattolica sono stabiliti da norme statali (DPR 11 febbraio 2010) in accordo con la Conferenza episcopale italiana (CEI). Gli insegnanti sono specialisti e devono superare una formazione specifica secondo la legislazione sia dello Stato che della Chiesa. Gli alunni che non frequentano le lezioni di religione cattolica svolgono attività extracurriculari legate ai valori della cittadinanza con il sostegno degli insegnanti, oppure non frequentano la scuola. Le scuole includono le attività alternative nel proprio curricolo.

Le tabelle seguenti riportano l’orario di insegnamento delle diverse aree disciplinari per ciascun modello di orario:

  • orario ordinario di 30 ore settimanali;
  • orario prolungato di 36/40 ore settimanali.

Un'ora va considerata di 60 minuti. Le tabelle si applicano a ciascuno dei tre anni di scuola secondaria di primo grado.

Orario obbligatorio (30 ore settimanali):

Insegnamenti  Monte ore settimanale Monte ore annuale
Italiano, Storia, Geografia 9 297
Attività di approfondimento in materie letterarie 1 33
Matematica e Scienze 6 198
Tecnologia 2 66
Inglese 3 99
2° Lingua Comunitaria 2 66
Arte e immagine 2 66
Educazione fisica 2 66
Musica 2 66
Religione cattolica 1 33
  30 990

Orario prolungato (da 36 fino a 40 ore settimanali):

Insegnamenti Monte ore settimanale Monte ore annuale
Italiano, Storia, Geografia 15 495
Matematica e Scienze 9 297
Tecnologia 2 66
Inglese 3 99
2° Lingua Comunitaria 2 66
Arte e immagine 2 66
Educazione fisica 2 66
Musica 2 66
Religione cattolica 1 66
Approfondimento a scelta delle scuole nelle discipline 1/2 33/66
  39/40* 1287/1320

* la tabella riporta il numero massimo di ore previsto per l'orario a tempo prolungato. La scuola può, nell'ambito della propria autonomia, deliberare un orario inferiore, purché non al di sotto delle 36 ore settimanali complessive. Gli orari del tempo prolungato comprendono sempre il tempo destinato alla mensa, che viene ricavato riducendo il tempo delle discipline con un maggior numero di ore settimanali.

(Fonte: DPR 89/2009, art. 5)

Questi orari valgono anche per gli studenti che seguono il percorso musicale, che comprende le seguenti attività:

a)   lezioni individuali e di gruppo di strumento musicale

b)   teoria musicale e lettura musicale

c)   musica d'insieme

Le lezioni di strumento, teoria musicale e musica d'insieme si svolgono per tre ore alla settimana (99 ore/anno). Le 99 ore sono aggiuntive all'orario di 30 ore, mentre nell'orario prolungato sono conteggiate entro i limiti delle 36-40 ore settimanali. Le scuole possono organizzare le ore aggiuntive in modo autonomo, rispettando la media di tre ore alla settimana (DM 176/2022).

Metodi di insegnamento e materiali didattici

La libertà d’insegnamento è un principio stabilito dalla Costituzione italiana (art.33). Tuttavia, la scelta e l’utilizzazione dei metodi e materiali didattici deve essere coerente con il Piano triennale dell'offerta formativa (PTOF) della scuola che, a sua volta, deve essere progettato in coerenza con gli obiettivi generali ed educativi dei documenti di riferimento per il curricolo, determinati a livello nazionale.

Ferma restando la libertà di insegnamento, le Indicazioni nazionali per il curricolo (si veda sopra) individuano alcune impostazioni metodologiche di fondo, come, per esempio, la valorizzazione dell’esperienza e delle conoscenze degli alunni, la promozione di attività di esplorazione e scoperta, l'incoraggiamento all’apprendimento cooperativo, lo sviluppo della consapevolezza del proprio modo di apprendere, la realizzazione di percorsi in forma di laboratorio.

Gli insegnanti scelgono i libri di testo, così come i materiali didattici per le classi in cui insegnano e sottopongono la propria scelta al collegio dei docenti che formalmente adotta i libri. L’adozione formale dei libri di testo non è obbligatoria. I libri di testo possono essere in versione digitale o mista (per versione mista si intende una versione cartacea, cartacea e digitale o totalmente digitale), tutte accompagnate da contenuti digitali integrativi. Il Ministero ha descritto le caratteristiche tecniche e tecnologiche di tutte le diverse versioni di libri di testo (DM 781/2013). In ogni caso, i libri di testo e i materiali didattici devono essere coerenti con il curricolo e con il PTOF.

Inoltre, le scuole possono creare, per specifiche materie, i propri materiali didattici che gli alunni utilizzeranno come libri di testo. Gli insegnanti elaborano tali materiali durante le ore di lezione e in collaborazione con altri insegnanti e con gli studenti. Le scuole devono registrare il proprio lavoro al fine di condividerlo con altre scuole statali (legge 128/2013).

I libri non sono gratuiti. Ogni anno il Ministero stabilisce il limite massimo di spesa per la dotazione libraria necessaria per ciascun anno, all’interno del quale i docenti debbono operare le proprie scelte. Fra le misure introdotte per aiutare le famiglie a limitare i costi per l’acquisto dei libri, ci sono anche l’affitto e il comodato, così come il rimborso parziale delle spese. 

Limiti massimi di spesa per i libri di testo, anno scolastico 2025/2026, in euro:

Classe Limite di spesa
I 299
II 119
III 134

Fonte: DM 58/2025, Allegato 1