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Unità italiana di Eurydice
Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, Indire
Agenzia Erasmus+
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Curricolo, materie e numero di ore
Attualmente, l’istruzione secondaria di secondo grado generale è offerta in sette tipi di liceo: liceo artistico, liceo classico, liceo scientifico, liceo linguistico, liceo musicale e coreutico e liceo delle scienze umane, Made in Italy.
I programmi disponibili per gli studenti iscritti al liceo artistico sono: : arti figurative, architettura e ambiente, design, audiovisivo e multimediale, grafica, scenografia. Il liceo scientifico offre, oltre al percorso ordinario, anche un'opzione in scienze applicate e l’indirizzo sportivo, mentre il liceo delle scienze umane offre anche un'opzione economico-sociale. In tutti i licei posso essere disponibili altre opzioni sperimentali.
In base alla normativa vigente, ‘I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinchè egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze coerenti con le capacità e le scelte personali e adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro.’ (DPR 89/2010).
I cinque anni di studio nei licei sono organizzati, solo per fini didattici, in due bienni e in un ultimo anno. Il primo biennio ha lo scopo di approfondire e sviluppare conoscenze, abilità e competenze acquisite dallo studente nel primo ciclo di istruzione, che poi vengono ulteriormente sviluppate nel secondo biennio. Nell'ultimo anno gli studenti dovrebbero aver pienamente raggiunto gli obiettivi specifici di apprendimento previsti dal curricolo per ogni indirizzo di studio.
I contenuti di questo capitolo si riferiscono a tutti i licei, salvo diversamente indicato.
Documenti ufficiali di riferimento
Nella scuola italiana, il curricolo è definito attraverso indicazioni nazionali che forniscono alle scuole un quadro di riferimento al quale devono attenersi nella elaborazione del proprio curricolo, definendo gli obiettivi generali e gli obiettivi specifici di apprendimento, le materie obbligatorie e i relativi orari per i vari livelli di istruzione. Indicazioni e linee guida sono integrate dal “Profilo educativo, culturale e professionale dello studente” (P.E.Cu.P.), che definisce ciò che uno studente dovrebbe sapere ed essere in grado di fare al termine del relativo ciclo di istruzione.
Le indicazioni sono redatte da team di esperti interni ed esterni al Ministero, con il coinvolgimento dei soggetti interessati del settore. Le scuole adattano le indicazioni ai propri bisogni educativi e didattici e creano il loro proprio curricolo che riflette così il contesto nel quale operano. Il curricolo scolastico è parte integrante del Piano triennale dell'offerta formativa (PTOF) che costituisce il documento con il quale ogni scuola descrive la sua identità culturale e di pianificazione, così come i propri progetti curricolari, extra-curricolari, educativi e organizzativi
I curricoli dei licei sono definiti nelle 'Indicazioni nazionali per i licei' del 2010 (DM 211/2010).Per ciascun tipo di liceo, le Indicazioni nazionali stabiliscono gli obiettivi specifici di apprendimento che descrivono, per ogni materia, le conoscenze e le abilità che lo studente dovrebbe acquisire nonché ciò che uno studente deve conoscere e saper fare al termine di un percorso liceale. Le Indicazioni nazionali del 2010 sono attualmente in fase di revisione.
I piani di studio, elenco delle materie e orari annuali per materia, per ogni tipo di liceo, indirizzo o opzione, sono pubblicati negli allegati da B a G del DPR 89/2010 e nell’allegato A della legge 206/2023 per l’opzione Made in Italy e nell’Allegato A del DPR 52/2013 per il liceo scientifico sportivo.
Le indicazioni nazionali sono completate dalle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, pubblicate nel 2024 con DM 183.
Nel 2023 il Ministero dell’istruzione e del merito ha pubblicato le Linee guida per le discipline STEM che si applicano a tutti i livelli del sistema di istruzione. Per quanto riguarda il secondo ciclo di istruzione, data la varietà dei percorsi e le linee guida già esistenti per i relativi curricula, le Linee guida suggeriscono che l'insegnamento delle discipline STEM dovrebbe favorire il lavoro di gruppo, la ricerca e la sperimentazione attraverso metodologie didattiche come, per esempio, la promozione di attività pratiche, metodologie attive e collaborative, la promozione di attività che affrontino problemi di natura applicativa, metodologie di tipo induttivo. (Fonte: Linee guida per le discipline STEM)
Inoltre, il DM 139/2007 definisce le conoscenze e le competenze che tutti gli studenti dovrebbero aver acquisito al termine della scuola dell’obbligo, ovvero alla fine del secondo anno della scuola secondaria di secondo grado. Tali conoscenze e competenze integrano gli attuali programmi di studio della scuola secondaria di secondo grado, specifici per ciascun tipo di scuola, e fanno riferimento alle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente definite a livello europeo (2006/962/CE).
Infine, l’elenco delle materie obbligatorie per ciascun indirizzo e i relativi quadro orari per ogni liceo sono pubblicati nel DPR 89/2010 e nella legge 206/2023 per il liceo del Made in Italy.
Materie
In tutti i licei:
- Inglese è materia obbligatoria,
- nel quinto anno è obbligatorio il CLIL (Content and Language Integrated Learning), l'insegnamento di una disciplina non linguistica in una lingua straniera (nel liceo linguistico, il CLIL è obbligatorio a partire dalla terza classe e in una seconda lingua straniera a partire dalla quarta classe);
- l'insegnamento della matematica nel primo e secondo anno include anche l'informatica, ad eccezione del liceo scientifico con opzione in scienze applicate;
- 'scienze umane' include biologia, chimica, e scienze della terra;
- educazione civica è materia obbligatoria;
- religione cattolica è materia opzionale per gli studenti.
Educazione civica è stata introdotta dal 2020/2021 (legge 92/2019) come materia obbligatoria e ha sostituito la precedente 'Cittadinanza e Costituzione'. I contenuti della materia sono organizzati secondo tre pilastri principali:
- Costituzione italiana (principi generali, organizzazione dello Stato e degli enti territoriali, simboli delle istituzioni italiane e comunitarie, studio delle leggi generali e del significato di legalità, ecc.);
- Sviluppo economico e sostenibilità (valorizzazione del lavoro e dell'imprenditorialità, tutela dell'ambiente e del patrimonio, educazione alla salute, rispetto degli animali, ecc.);
- Cittadinanza digitale (uso responsabile degli strumenti tecnologici, sensibilizzazione verso i rischi, contrasto al linguaggio dell'odio, ecc.).
L’educazione civica ha una natura doppia: da un lato il metodo di insegnamento è cross-curricolare, dall’altro ha un monte orario dedicato ed è valutata separatamente. Le Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica (allegate al DM 183/2024) stabiliscono che l'educazione civica ha un orario specifico di almeno 33 ore l’anno e il suo insegnamento deve coinvolgere tutte le altre materie curricolari senza aumentare l'orario complessivo settimanale e annuale. Dovei possibile, l’insegnamento dell’educazione civica è assegnato al docente dell’area giuridico-economica.
Le scuole devono prevedere l’insegnamento della religione cattolica che, tuttavia, è materia opzionale per gli alunni. Le famiglie effettuano la loro scelta il primo anno della scuola primaria per l'intero primo ciclo di istruzione e possono modificarla in qualsiasi momento prima dell'inizio di un nuovo anno scolastico. Gli obiettivi specifici di apprendimento per la religione cattolica sono stabiliti da norme statali in accordo con la Conferenza episcopale italiana (CEI). Attualmente, il documento di riferimento è costituito dalle Indicazioni didattiche per l'insegnamento della religione Cattolica nel secondo ciclo di istruzione e formazione allegate al D.P.R. n.176/2012. Gli insegnanti sono specialisti e devono superare una formazione specifica secondo la legislazione sia dello Stato che della Chiesa. Gli alunni che non frequentano le lezioni di religione cattolica svolgono attività extracurriculari legate ai valori della cittadinanza con o senza il supporto degli insegnanti, possono svolgere attività di approfondimento oppure non frequentano la scuola. Le scuole includono le attività alternative nel proprio curricolo.
In tutti i tipi di liceo, gli studenti che frequentano gli ultimi tre anni, impegnano un minimo di 90 ore in attività di formazione scuola-lavoro (ex Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento – PCTO). Tali attività hanno lo scopo di approfondire le conoscenze e competenze degli studenti al fine di aumentare le loro opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro e facilitare la scelta per il proseguimento negli studi (legge 107/2015). Gli studenti possono svolgere questo tipo di formazione durante l’anno scolastico o durante le vacanze, anche all’estero. I soggetti coinvolti in questo tipo di esperienza formativa spaziano dalle imprese agli enti pubblici e privati, alle associazioni di categoria, alle istituzioni pubbliche e private operanti nel settore del patrimonio artistico, culturale e musicale, fino alle società sportive riconosciute. I dirigenti scolastici scelgono le imprese dal registro delle imprese pubbliche e dei soggetti pubblici e privati che offrono percorsi in alternanza e, per ognuno di essi, il numero di posti disponibili e i periodi in cui è possibile svolgere le attività. Le scuole organizzano corsi sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro per gli studenti impegnati nelle attività di formazione. La partecipazione ai percorsi di formazione scuola-lavoro è uno dei requisiti obbligatori per l'ammissione all’esame di maturità (D.Lgs 62/2017).
Le scuole, nell'ambito del PTOF, possono offrire insegnamenti aggiuntivi che devono essere coerenti con il Pecup previsto per ogni liceo. Tali insegnamenti sono facoltativi per gli studenti che, una volta scelto il corso, hanno l'obbligo di frequenza. Le materie facoltative concorrono alla valutazione complessiva. Gli insegnamenti facoltativi non possono eccedere il 20% dell'orario complessivo previsto per il primo biennio, il 30% dell'orario del secondo biennio e il 20% dell'orario del quinto anno. Gli insegnamenti facoltativi sono inclusi nel curriculum dello studente in formato digitale. Nel curriculum dello studente sono raccolti tutti i dati sul percorso di studi seguito, le competenze acquisite, l’esperienza di alternanza scuola-lavoro e tutte le attività extra-curricolari svolte (culturali, artistiche, sportive, di volontariato).
Infine, per assicurare una formazione equivalente a tutti i percorsi di istruzione, sono stati definiti i saperi e le competenze che tutti gli studenti devono aver acquisito al termine dell'istruzione obbligatoria al di là dei programmi specifici per i diversi percorsi di istruzione secondaria superiore. Tali saperi e competenze sono organizzati in riferimento a quattro assi culturali: dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico, storico sociale. Le competenze chiave si riferiscono alle competenze chiave per l’apprendimento permanente definite a livello europeo: imparare a imparare, progettare, comunicare, collaborare e partecipare, agire in modo autonomo e responsabile, risolvere problemi, individuare collegamenti e relazioni, acquisire e interpretare l’informazione (2006/962/EC e DM 139/2007).
Numero di ore
I piani di studio per ogni liceo indicano il monte orario annuale obbligatorio per ogni materia. L'orario settimanale è calcolato su una media di 33 settimane l'anno. I piani di studio sono pubblicati negli allegati da B a G del DPR 89/2010 e nell’allegato A della legge 206/2023 per il liceo del Made in Italy e nell’Allegato A del DPR 52/2013 per il liceo scientifico sportivo.
Metodi di insegnamento e materiali didattici
La libertà d’insegnamento è un principio stabilito dalla Costituzione italiana (art. 33). La scelta e l’utilizzazione dei metodi e materiali didattici deve essere coerente con il Piano triennale dell'offerta formativa (PTOF) della scuola che, a sua volta, deve essere progettato in coerenza con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studio determinati a livello nazionale.
In generale la progettazione didattica prevede un lavoro a livello di dipartimenti, per definire gli obiettivi disciplinari relativi alle varie annualità in ciascuna disciplina, o area disciplinare, e a livello di Consiglio di classe per definire gli obiettivi trasversali. Le scuole sono generalmente dotate della palestra, della biblioteca, dei laboratori scientifici e informatici, nonché di altri laboratori a seconda della specificità situazioni dei percorsi di studio delle singole scuole.
Gli insegnanti scelgano i libri di testo, così come i materiali didattici, per le classi in cui insegnano e sottopongono la propria scelta al Collegio dei docenti che formalmente adotta i libri. L’adozione non è obbligatoria per gli insegnanti e per le scuole. I libri possono essere in versione digitale o mista (per versione mista si intende una versione cartacea, cartacea e digitale o totalmente digitale), tutte accompagnate da contenuti digitali integrativi. Il Ministero ha fornito le caratteristiche tecniche per tutte le versioni dei libri di testo (DM 781/2013). In ogni caso, i libri di testo e i materiali didattici devono essere coerenti con il curricolo e con il PTOF della scuola. Inoltre, le scuole possono creare, per specifiche materie, i propri materiali didattici che gli alunni utilizzeranno come libri di testo. Gli insegnanti elaborano tali materiali durante le ore di lezione e in collaborazione con altri insegnanti anche di altre classi e con gli studenti. Le scuole devono registrare i propri prodotti se vogliono condividerli gratuitamente con altre scuole statali (legge 128/2013).
I libri non sono gratuiti. Ogni anno, il Ministero stabilisce il prezzo massimo della dotazione libraria necessaria per ciascun anno, all’interno del quale i docenti debbono operare le proprie scelte (per il 2025/2026, DM 58/2025, Allegato II). Fra le misure introdotte per aiutare le famiglie a limitare i costi per l’acquisto dei libri, ci sono anche l’affitto e il comodato, così come il rimborso parziale delle spese.